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innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile: il ruolo delle startup e delle corporate ai tempi del cleantech

Contesto: la transizione green e i need delle corporate 

La transizione green delle corporate negli ultimi due anni è stata caratterizzata da un crescente impegno verso pratiche sostenibili e obiettivi ambientali ambiziosi.  

Il report della Global Reporting Initiative (GRI) del 2023 evidenzia che il 75% delle grandi aziende a livello globale ora pubblica report di sostenibilità, rispetto al 60% del 2021. Questo indica una maggiore trasparenza e responsabilità verso gli stakeholder.  

Inoltre, un'analisi di McKinsey del 20221 rileva che le aziende con forti pratiche di sostenibilità tendono a superare le loro controparti in termini di performance finanziaria a lungo termine. Secondo McKinsey, le aziende definite "triple outperformers" - che eccellono in crescita dei ricavi, profitto economico e miglioramento delle valutazioni ESG (Environmental, Social, Governance) - hanno ottenuto una crescita dei ricavi mediana dell'11% annuo, superiore di 1.4 punti percentuali rispetto alle aziende che si concentrano solo sulla crescita profittevole senza avanzamenti ESG​. 

La sostenibilità e la transizione green non sono solo vantaggiose per le aziende, ma sono diventate essenziali per la loro sopravvivenza a lungo termine. Secondo un rapporto del World Economic Forum2, il 50% delle aziende ritiene che il cambiamento climatico possa avere un impatto diretto sulla propria catena di approvvigionamento entro i prossimi cinque anni. Un'analisi del CDP (Carbon Disclosure Project)3 ha rilevato invece che il 215 delle maggiori aziende mondiali vede circa 1 trilione di dollari di rischi finanziari legati al clima, con quasi la metà di questi rischi che potrebbero materializzarsi nei prossimi cinque anni. 

In un’ottica puramente di business (P&L), secondo un rapporto del Boston Consulting Group (BCG)4, le aziende che integrano pratiche sostenibili vedono un aumento medio dei ricavi del 6% rispetto a quelle che non lo fanno, mentre​ sempre secondo l’analisi citata del CDP, le aziende che hanno adottato misure per ridurre le emissioni di carbonio hanno risparmiato oltre 14 miliardi di dollari nel 2022.  

Le esigenze delle corporate in questa transizione includono l'adozione di tecnologie avanzate per ridurre le emissioni di CO2, come l'uso di idrogeno verde e la cattura del carbonio. La necessità di competenze specializzate nel settore della sostenibilità è in aumento, con le aziende che cercano professionisti qualificati in gestione ambientale e tecnologie pulite. Secondo il rapporto dell'International Energy Agency (IEA) del 2023, le aziende stanno aumentando gli investimenti in energie rinnovabili, efficienza energetica e tecnologie a basse emissioni di carbonio per allinearsi agli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Nel 2022, gli investimenti globali in energie rinnovabili hanno superato i 365 miliardi di dollari, un aumento significativo rispetto agli anni precedenti. 

Il report del World Economic Forum del 2023 sottolinea l'importanza della collaborazione tra pubblico e privato per accelerare la transizione green. Le politiche governative favorevoli e gli incentivi fiscali sono cruciali per sostenere gli sforzi delle aziende. Inoltre, le normative ambientali sempre più stringenti stanno spingendo le corporate a migliorare le loro pratiche di gestione dei rifiuti e di utilizzo delle risorse. 

Infine, la crescente pressione da parte degli investitori per pratiche ESG (Environmental, Social, and Governance) ha portato molte aziende a integrare obiettivi di sostenibilità nelle loro strategie aziendali. Secondo uno studio di Bloomberg del 2023, il 78% degli investitori istituzionali considera i criteri ESG nelle loro decisioni di investimento, un aumento rispetto al 65% del 2021. 

In sintesi, la transizione green delle corporate è un processo in rapida evoluzione, guidato da investimenti crescenti, nuove tecnologie, competenze specializzate e un ambiente normativo favorevole. Le aziende che si adattano efficacemente a questi cambiamenti sono posizionate per beneficiare di miglioramenti in termini di performance finanziaria e reputazione sul mercato

Il Cleantech: investimenti e settori di interesse 

Nel 2023, gli investimenti globali in venture capital nel settore cleantech hanno registrato una crescita significativa, nonostante un calo complessivo degli investimenti in altri settori. A livello globale, i fondi di venture capital hanno investito circa 46 miliardi di euro in startup cleantech, con un notevole aumento di interesse verso tecnologie di stoccaggio dell'energia e infrastrutture per veicoli elettrici​5. Il settore Cleantech ha visto nel 2023 in Europa un’ulteriore concentrazione degli investimenti, attraendo il 27% del totale rispetto al 18% del 20226, confermandosi uno dei trend centrali dell’innovazione. Per il terzo anno consecutivo gli investimenti venture capital in cleantech in Europa hanno superato gli 11,1 miliardi di euro, mostrando una grande resilienza rispetto alla contrazione generale del volume investito in venture capital.  

Nel 2023 i principali settori in ambito cleantech che hanno visto una maggiore concentrazione degli investimenti VC sono: 

Energia e fonti alternative: in particolare in Asia e in Europa, dove gli investimenti sono aumentati nelle tecnologie delle batterie e nei componenti per le energie rinnovabili. Tra gli investimenti di rilievo figurano i 622 milioni di euro raccolti dalla startup Hithium per l'innovazione delle batterie agli ioni di litio e i 907 milioni di euro raccolti d Verkor per la costruzione di una gigafactory di batterie in Francia​; 

Chemical & Raw Materials: gli investimenti in questo settore sono stati guidati dalle innovazioni nei materiali avanzati, come il grafene e la produzione di acciaio verde. Ad esempio, la startup Lyten ha raccolto 207 milioni di euro per la sua tecnologia di produzione di grafene 3D, che dovrebbe migliorare lo stoccaggio di energia al litio-zolfo; 

Agricolture & Food: questo settore ha visto livelli di investimento costanti, con un focus sull'agricoltura di precisione, input per le colture e tecnologie sostenibili per la gestione degli animali e dell'acquacoltura. Tra gli investimenti significativi vi sono i 325 milioni di euro raccolti da Atlas Agro per i fertilizzanti verdi e i 200 milioni di euro raccolti da eFishery per la tecnologia di allevamento ittico a basso impatto; 

Gestione dei rifuiti, delle risorse e dell’ambiente: le tecnologie finalizzate a proteggere gli ambienti naturali e a migliorare l'efficienza delle risorse hanno anch'esse attirato considerevoli investimenti che riguardano innovazioni nella gestione dei rifiuti, economia circolare e tecnologie di adattamento climatico. Tra queste, a livello Europeo, spiccano nel 2023 i 100 milioni di euro raccolti dalla startup Integrity Next e i 14 milioni di euro raccolti dalla startup Resourcify; 

Trasporti e mobilità: gli investimenti cleantech per i trasporti si sono concentrati sui veicoli elettrici e le infrastrutture correlate, un settore rimane cruciale per la transizione complessiva verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Tra gli investimenti significativi si possono citare i 250 milioni di euro raccolti dalla startup Driveco e i 150 milioni di euro raccolti dalla startup Jolt, entrambe attive nell’ambito della ricarica elettrica dei veicoli. 

​Le startup sono essenziali per accelerare la transizione green delle corporate grazie alla loro capacità di innovare rapidamente e di introdurre soluzioni disruptive. Un esempio significativo è rappresentato dalle startup cleantech, che stanno giocando un ruolo cruciale nella riduzione delle emissioni di CO2 e nel colmare le lacune tecnologiche delle grandi aziende. La capacità di una startup di reagire rapidamente alle esigenze del mercato e di sviluppare soluzioni personalizzate è esemplificata dalla collaborazione tra le startup e le corporate in settori come quello dei trasporti elettrici e della gestione dei rifiuti, ma non solo. 

Il ruolo delle startup e la collaborazione con le corporate 

Nel 2023, le aziende hanno mostrato un crescente interesse in diversi settori cleantech, collaborando attivamente con startup per sviluppare soluzioni innovative e sostenibili. Tra i settori di maggiore interesse per le corporate e dove sono state attivate le principali sinergie con le startup si possono citare7 8: 

Energia e fonti alternative: Le aziende stanno investendo in soluzioni basate su energia solare, eolica, geotermica e marina, collaborando con startup che sviluppano nuove tecnologie per ottimizzare l'uso di queste fonti energetiche​. Ad esempio, TotalEnergies ha collaborato con SunPower, una startup specializzata in pannelli solari ad alta efficienza, per espandere l'adozione dell'energia solare a livello globale mentre Form Energy, una startup statunitense specializzata in batterie a lunga durata, ha collaborato con ArcelorMittal per sviluppare soluzioni energetiche innovative; 

Decarbonizzazione industriale: Le industrie pesanti collaborano con startup che offrono tecnologie per ridurre le emissioni di carbonio, rendendo i processi industriali più sostenibili e meno inquinanti​. Ad esempio, BP ha investito in Carbon Clean Solutions, una startup che sviluppa tecnologie per la cattura del carbonio, per implementare soluzioni di decarbonizzazione nei processi industriali​; 

Trasporti e mobilità: l'aumento della domanda di veicoli elettrici ha spinto le aziende a investire in startup che sviluppano soluzioni per la ricarica dei veicoli e tecnologie per le batterie​. Un esempio di Open Innovation e Corporate Venturing nel settore è rappresentato da Volkswagen, che ha collaborato con Elctrify America, startup che costruisce infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici;  

Gestione dei rifiuti, delle risorse e dell’ambiente: le aziende stanno collaborando con startup che offrono soluzioni per migliorare la gestione dei rifiuti e i processi di riciclo, promuovendo l’economia circolare. Si pùò citare sul tema la collaborazione tra Unilever e Bio-bean, startup che ricicla i fondi di caffè per produrre biocarburanti; 

Supply chain: le aziende collaborano con startup che offrono soluzioni per rendere le catene di approvvigionamento più sostenibili, riducendo le emissioni e migliorando l'efficienza energetica​. Ad esempio, IKEA ha collaborato con Optoro, una startup che fornisce soluzioni per ottimizzare le catene di approvvigionamento e ridurre i resi dei prodotti, per migliorare l'efficienza e la sostenibilità della sua catena logistica​. 

L’Italia e il cleantech 

Il settore cleantech in Italia è di vitale importanza per le aziende che mirano a una trasformazione green, rispondendo alla crescente domanda di sostenibilità e riduzione dell'impatto ambientale. Il mercato cleantech italiano, che vale oltre 30 miliardi di euro, supporta più di 150.000 posti di lavoro​. Il 70% delle imprese italiane è convinto che la sostenibilità abbia un impatto positivo sul business, ma solo il 45% ha effettuato investimenti in materia e l’83% non ha un piano industriale che integri gli obiettivi green9. 

Come colmare questo gap? L’Open Innovation e il corporate venturing possono essere uno strumento per accelerare i processi di innovazione delle imprese italiane. L'Open Innovation permette alle aziende di collaborare con attori esterni per sviluppare nuove tecnologie e processi green più efficaci mentre Il corporate venturing, dove le grandi imprese investono direttamente in startup, facilita il trasferimento di tecnologie innovative e la scalabilità delle soluzioni sostenibili. Questo modello di investimento non solo fornisce capitali cruciali per lo sviluppo delle startup, ma permette anche alle imprese consolidate di accedere rapidamente a innovazioni dirompenti che altrimenti richiederebbero anni di sviluppo interno. In sintesi, l'ecosistema composto da startup, Open Innovation e corporate venturing è essenziale per accelerare la transizione verso pratiche aziendali più sostenibili, permettendo alle imprese italiane di rimanere competitive e di contribuire attivamente alla lotta contro il cambiamento climatico.​ 

Un caso virtuoso di collaborazione tra corporate e startup: Zero 

Zero è l’acceleratore dedicato allo sviluppo delle startup cleantech. Nato nel 2021 per iniziativa di CDP Venture Capital - nell’ambito della Rete Nazionale Acceleratori - e del main partner Eni, si poneva l’obiettivo di selezionare 30 startup cleantech in tre anni e accelerarne lo sviluppo grazie alla creazione di un vero e proprio ecosistema per la loro crescita. Assieme a CDP Venture Capital, principale investitore, co-investono nelle startup accelerate Zest, tra i più attivi investitori pre-seed nel Sud Europa, e il consorzio di Elis, che curano anche il programma di accelerazione. Si unisce ad Eni un network di corporate partner che include Acea, MAIRE, Microsoft e Vodafone, che sostengono la crescita delle startup attraverso l’interazione continua con mentor esperti e l’avvio di processi di sperimentazione. 

Nel primo triennio di Zero sono state 30 le startup accelerate, selezionate tra oltre 850 candidature, di cui il 30% provenienti a livello internazionale da oltre 50 Paesi diversi, a dimostrazione dell’attrattività del programma. Tra i verticali di interesse, i più rappresentati dalle candidature hanno riguardato soluzioni per la sostenibilità del territorio, dell’industria e delle infrastrutture e relative a fonti di energia alternative. Le startup accelerate hanno raccolto complessivamente oltre 3 milioni di euro, con alcuni importanti round pre-seed che hanno coinvolto anche fondi di venture capital europei.  

Zero, grazie alla partecipazione dei corporate partner del programma, funziona anche come piattaforma di sperimentazioni partendo dai fabbisogni delle aziende, creando un vero e proprio matching tra need industriali e startup. Infatti, oltre alle attività di mentoring, si possono avviare processi di sperimentazione (Proof of Concept, PoC) al termine dell’Accelerazione. Nelle 3 edizioni del programma sono stati realizzati 7 PoC dimostrando, da una parte, la capacità delle startup di generare nuove soluzioni a servizio dei bisogni di grandi player industriali, e dall’altra di come il modello “industry driven” di Zero abbia dato vita a una fucina di co-innovazione secondo il paradigma del Corporate Venturing

Oltre a favorire la crescita del modello di business delle startup, orientato al “go-to-market” e la collaborazione industriale con i corporate partner, Zero supporta anche lo sviluppo sostenibile a 360° delle imprese innovative. Partendo dalla “Metodologia di Valutazione dell’Impatto di Circolarità e di Impatto Sociale sviluppata da Ergo Srl - l’Impresa spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - il team di ELIS, insieme a Eni Joule e alla startup Open Impact ha sviluppato un modello in co-design per la misurazione dell’impatto generato dalle soluzioni innovative delle startup. Questo framework ha permesso di individuare oltre 152 indicatori ambientali, sociali ed economici su cui le startup hanno generato impatto e arrivare a calcolare lo SROI (Social Return on Investment), il ritorno sociale sull’investimento. Il valore medio dello SROI per le 11 startup accelerate dalla terza edizione di Zero è pari a 4,16, un impatto sociale di oltre quattro volte il valore dell’investimento. 

Zero: le startup accelerate per verticali di interesse 

Zero ha accelerato 30 startup, 25 delle quali tutt’ora operative nei seguenti ambiti del cleantech: 

  1. Fonti di energie alternative 

Nectaware: una piattaforma basata sull'intelligenza artificiale che fornisce agli utenti il controllo in tempo reale della produzione di energia prevista da qualsiasi impianto fotovoltaico esistente, insieme ai dati sui consumi singoli o aggregati; 

Windcity: startup che ha prodotto e brevettato una turbina eolica di nuova generazione che massimizza la produzione di energia sfruttando la variabilità dei venti presenti alle altitudini urbane; 

Levante: startup che ha sviluppato e brevettato un pannello fotovoltaico intelligente, modulare ed estensibile per la mobilità e i contesti disconnessi dalla rete. Il dispositivo è portatile, realizzato con materiali riciclati, con un sistema integrato di orientamento verso il sole; 

Aura: startup che ha sviluppato una parete verde modulare per purificare e sanificare gli ambienti interni grazie a un sistema di ventilazione ingegnerizzato che forza l'aria attraverso un biofiltro in grado di rimuovere le particelle inquinanti dall'aria; 

Gevi: startup che progetta e costruisce turbine eoliche ad asse verticale dotate di intelligenza artificiale. Le turbine possono adattarsi a diversi siti e condizioni di vento, per massimizzare la produzione di energia pulita;  

Lit: startup che monitora i consumi energetici commerciali e domestici attraverso un dispositivo IoT brevettato Plug & Play (la Litbox) e un'app (la litapp). Tramite l'AI, Lit consente agli utenti di ridurre gli sprechi e le emissioni di CO2 del 22%;  

Solho: startup che ha ideato una soluzione che trasforma l'energia del sole in riscaldamento (acqua calda fino a max 95°C) e raffrescamento (acqua fredda fino a 7°C) secondo necessità. Sviluppano sistemi solari termici per applicazioni industriali e residenziali, impianti progettati per esseri scalabili e soddisfare diverse esigenze. 

 

  1. Sistemi operativi sostenibili  

Ecosostenibile: una piattaforma ESG modulare e scalabile che permette di internalizzare i processi ESG anziché esternalizzarli, ma soprattutto di evitare il data-entry annuale, automatizzando la raccolta delle informazioni già in fase di elaborazione; 

Sly: startup che ha sviluppato dei sensori integrati con una piattaforma che consente il rilevamento ultra-precoce e la risposta agli incendi. I sensori di SLY forniscono avvisi di accensione di incendi boschivi e il rilevamento dei dati climatici real time alle parti interessate tramite la piattaforma cloud; 

Climate Standard: startup che ha sviluppato una piattaforma per verificare e certificare prodotti, aziende ed eventi per essere climaticamente neutrali, utilizzando tecnologie all'avanguardia per svolgere il processo di verifica fin dall'inizio, il che rende il processo più preciso, trasparente, veloce ed economico rispetto ai concorrenti. 

 

  1. Economia circolare e gestione dei rifiuti 

 

Ittinsect: startup che produce mangimi sostenibili per l'acquacoltura basati sull'utilizzo di insetti e sottoprodotti agricoli lavorati secondo i principi dell'economia circolare, sostituendo così i comuni ingredienti a base di pesce e contribuendo a contrastare la sovrappesca;  

Revo: è un innovativo sistema di piste ciclabili modulari prefabbricate sviluppato dalla start up Revo, realizzate in plastica riciclata, posizionabili senza scavi su qualsiasi superficie e dotate di sensori integrati, illuminazione, elettronica e connettività;  

ReLearn: startup che nasce con l'obiettivo di utilizzare l'intelligenza artificiale per aiutare le aziende a ridurre il loro impatto ambientale monitorando la raccolta differenziata all'interno dei loro uffici; 

Circular Technologies: startup specializzata nella gestione sostenibile delle TIC per il settore B2B. La tecnologia reValue consolida una catena di fornitura ICT circolare in cui le aziende e le amministrazioni pubbliche scambiano ICT usate o ricondizionate con i ricondizionatori e i riciclatori per ottenere tutti i vantaggi ambientali ed economici dell'ICT sostenibile;  

Protein Italy: startup che si propone come punto di riferimento per gli scarti delle aziende agroalimentari e della GDO, producendo alimenti ad alto valore aggiunto. Questi alimenti sono proteine e oli estratti dalle larve della mosca soldato nera che vengono coltivate sui suddetti scarti; 

Northern Light: startup che ha sviluppato un composito riciclabile che risolve i problemi legati al fine vita della fibra di vetro (tra cui anche scarti provenienti da pale eoliche usate). Si occupano di progettazione, ingegnerizzazione e gestione della produzione. Per validare il composito hanno costruito barche a vela: a giugno 2022 hanno prodotto la prima barca monotipo. 

 

  1. Comunità connesse e sostenibili  

Preinvel: startup fondata nel 2016 da un gruppo di ricercatori che hanno creato un sistema di filtraggio innovativo ed efficiente per la riduzione delle emissioni inquinanti; 

Arxax: startup che ha creato la prima rete intelligente di stazioni di rifornimento green per il trasporto stradale, ottimizzando l’esperienza di rifornimento tramite connettività IoT, AI e prezzi all’ingrosso; 

Dropper: startup che ha sviluppato un sistema di monitoraggio dell'utilizzo degli spazi: i loro sensori contano anonimamente le persone e, utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale, mostrano i dati salienti su una piattaforma progettata seguendo i desideri, le esigenze e i limiti dei clienti;  

Deentra: startup che mira a rendere gli investimenti in energia sostenibile, come gli impianti fotovoltaici (PV), più facili e accessibili a tutti. Funge da punto d'incontro per i tre attori chiave (host, investitore e installatore) nella creazione di un nuovo impianto fotovoltaico, facilitando ogni fase del processo di creazione dell'impianto, dalla posizione e selezione del progetto, al finanziamento e alla costruzione; 

Koalisation: piattaforma che mira a rendere gli investimenti in energia sostenibile, come gli impianti fotovoltaici (PV), più facili e accessibili a tutti. Funge da punto d'incontro per i tre attori chiave (host, investitore e installatore) nella creazione di un nuovo impianto fotovoltaico, facilitando ogni fase del processo di creazione dell'impianto, dalla posizione e selezione del progetto, al finanziamento e alla costruzione; 

HexErgy: è una soluzione SaaS basato su blockchain per la gestione di comunità energetiche che certifica l'energia e i documenti scambiati dai partecipanti di Hexergy.  

  1. Gestione delle risorse idriche 

PipeIn: ha realizzato un dispositivo hardware per la raccolta dati e software con modelli predittivi per la manutenzione delle tubazioni, che consente di passare dall'attuale approccio preventivo ad una più efficace manutenzione predittiva; 

Microx: sviluppa tecnologie microfluidiche Lab on chip per applicazioni nel settore ambientale. L'obiettivo è fornire dispositivi per le misurazioni ambientali nel settore del monitoraggio e della gestione delle acque, contribuendo a un uso più sostenibile ed efficiente delle risorse idriche attraverso la riduzione degli sprechi; 

Smartisland: supporta l'agricoltore in ogni fase del processo produttivo grazie al suo prodotto di punta, Daiki: un sistema modulare che monitora e analizza lo stato di salute di una coltura tramite sensori modulari installati direttamente nel terreno, in grado di implementare i processi per le fasi di lavorazione. 

Zero: i PoC sviluppati 

Tra le startup accelerate da Zero, 7 hanno sviluppato un Proof of Concept con i corporate partner: 

  1. Windcity, Aura, Koalisation e Microx con Eni

  1. Dropper con Microsoft

  1. ReLearn con Vodafone

  1. Hexergy con Acea

Tra le sperimentazioni in fase più avanzata si segnalano le collaborazioni di Aura e Koalisation con Eni. 

  1. Eni-Microx 

Attività di test dei dispositivi Microx su campioni di acqua forniti da Eni presso i laboratori di Bolgiano. I test saranno eseguiti su 3 campioni di acqua per ogni metallo da individuare, raccolti da Eni presso alcuni loro siti, per ogni campione saranno eseguiti almeno 5 test. Microx svilupperà in un primo step un prototipo di cartuccia di misura per la rilevazione della concentrazione del metallo Piombo in acqua. In un secondo step lo sviluppo si concentrerà su due metalli richiesti da Eni ovvero Arsenico e Mercurio, con realizzazione dei prototipi delle cartucce di misura specifici. Per entrambi gli step la misurazione sarà effettuata in laboratorio su campioni di acqua forniti da Eni.  

La metodologia con cui verrà eseguita la sperimentazione prevede i seguenti step: 

  • Preparazione e fornitura da parte di Eni dei campioni di acqua da analizzare, con informazioni sulla provenienza ed eventuale presenza di concentrazioni molto elevate di altri metalli (analisi di laboratorio certificate); 

  • Microx metterà a disposizione una risorsa che affiancherà e guiderà il personale di laboratorio di ENI per la realizzazione della misura; 

  • La misura prevede alcune sottofasi: 

  1. Prelievo tramite utilizzo di una pipetta di una quantità controllata di acqua dai campioni da analizzare; 

  1. Mescolamento con un buffer acido precedentemente preparato; 

  1. Inserimento di una goccia d’acqua sopra l’elettrodo sulla cartuccia di misura; 

  1. Inserimento della cartuccia all’interno del reader di misura collegato a uno smartphone o ad un PC; 

  1. Lettura del dato di concentrazione; 

  1. Confronto finale con i dati provenienti da analisi certificate di laboratorio 

 

  1. Eni-Aura 

La soluzione di Aura System è stata sperimentata in un sito ove si svolgono attività di bonifica di acque e terreni contaminati da idrocarburi leggeri e pesanti, installando la “parete verde” Sphera filtrante all’interno di un luogo di lavoro temporaneo che potrebbe risentire della presenza delle matrici ambientali circostanti oggetto della bonifica. Riciclando l’aria indoor attraverso sistemi di aspirazione e di biofiltrazione ad opera di piante selezionate, la parete verde ha avuto l’obiettivo di purificare l’aria all’interno degli spazi indoor. Per valutare l’efficacia della parete verde, sono state eseguite e confrontate misurazioni sia puntuali che in continuo attraverso sensoristica (prima e dopo la sua installazione) di Sostanze Organiche Volatili (VOC totali), Biossido di Azoto (NO2), particolato nelle diverse frazioni (PM) e Ozono (O3). Ulteriori misurazioni utili per una migliore valutazione della sperimentazione, hanno riguardato la concentrazione di anidride carbonica (CO2) le condizioni termo-igrometriche e la componente microbiologica (batteri 27° e 37°e muffe). 

L’esperienza condotta per verificare l’efficacia di un sistema di purificazione dell’aria di ambienti indoor attraverso biofiltrazione ha avuto un riscontro positivo. Il luogo per effettuare la sperimentazione (sito industriale ove si svolgono attività di bonifica matrici ambientali inquinate) è stato appositamente scelto per capire quanto la tecnologia di purificazione proposta, potesse essere efficace in ambienti “non domestici”. I risultati delle analisi condotte prima e dopo l’installazione del sistema di purificazione hanno mostrato un miglioramento dei livelli di salubrità dell’aria, confermati dalla diminuzione delle concentrazioni di polveri in diverse frazioni e dei VOC. È stato altresì verificato che non vi è nessun apporto all’aumento della componente microbiologica correlato all’utilizzo del sistema di purificazione. 

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