Promosso nell’ambito del Flagship Project 7 (FP7) del Rome Technopole, SpinOut! è il programma di imprenditorialità della ricerca gestito da Zest per trasformare progetti in ambito Salute e Bio-Pharma in iniziative ad alto potenziale. Attraverso formazione intensiva, mentorship e validazione di mercato – supportata dalla piattaforma di intelligenza artificiale Aipermind – i team esplorano concretamente le diverse traiettorie di valorizzazione, dalla creazione di startup e spin-off allo sviluppo brevettuale e industriale.
“L’eccellenza scientifica da sola non basta. Per generare impatto è necessario creare le condizioni affinché i risultati della ricerca possano tradursi in iniziative imprenditoriali sostenibili. Con SpinOut! il Flagship Project 7 sostiene questo passaggio strategico, contribuendo a rafforzare un modello strutturato di valorizzazione nel settore Pharma e Salute e favorendo la trasformazione delle innovazioni ad alto potenziale in progetti credibili e attrattivi per il mercato” hanno dichiarato Giuseppe Roscilli e Augusto Giardini, Leader del Flagship Project 7 di Rome Technopole.
"La mission di Rome Technopole è rafforzare in modo strutturale il collegamento tra ricerca accademica, sistema produttivo e capitale per l’innovazione. Con SpinOut! consolidiamo un modello operativo che integra formazione imprenditoriale e validazione industriale, trasformando risultati scientifici ad alto potenziale in asset strategici per il Paese. Nel settore Salute e Life Sciences, la capacità di aggregare competenze, infrastrutture e partnership è fondamentale per generare innovazione sostenibile, attrarre investimenti e contribuire alla competitività del sistema Italia nel medio-lungo periodo” ha dichiarato Stefano Penna, Direttore Scientifico Rome Technopole."
“In questi anni, all’interno del Rome Technopole, abbiamo contribuito alla costruzione di un ponte concreto tra ricerca e mercato, accompagnando ricercatrici e ricercatori in un percorso che li ha portati a interrogarsi non solo sul progresso scientifico delle proprie tecnologie, ma anche sul loro potenziale nell'ottica di generare valore e rispondere a bisogni reali.” Ha commentato Michela Aliazzo, Head of Delivery & Execution e Responsabile del progetto per Zest “SpinOut! è stato uno spazio di sperimentazione in cui scienziati e scienziate hanno avuto la curiosità e il coraggio di vestire, anche solo per un periodo, i panni dell’imprenditore, mettendo alla prova le proprie ipotesi fuori dal perimetro accademico. È proprio in questo passaggio, quando il metodo scientifico incontra la validazione di mercato, che la ricerca può trasformarsi in impatto reale per il sistema industriale e per la società”
Dalla ricerca al mercato nel settore Salute e Bio-Pharma: formazione, mentorship e validazione con AI
Il 16 febbraio si è tenuto lo Showcase finale di SpinOut!, tappa conclusiva del percorso dedicato alla valorizzazione imprenditoriale della ricerca scientifica. Un momento chiave per presentare i progetti sviluppati, mettere in dialogo ricerca, impresa e investitori e attivare nuove opportunità di collaborazione.
Al centro dell’evento, la tavola rotonda dedicata al rapporto tra innovazione scientifica, trasferimento tecnologico e mercato, con un confronto concreto su esperienze, visioni e best practice nel settore salute e bio-pharma, moderata dall’ Amministratrice Delegata di Zest Innovation Antonella Zullo e che ha ospitato relatori di primaria rilevanza, tra cui il Presidente di Lazio Innova, Francesco Marcolini, il Direttore Scientifico Rome Technopole Stefano Penna, Nicola D’Erario, Capo Area Relazioni di Lavoro e Professionalità di Farmindustria, Flavio Pruni, Business Development Associate Menarini Biotech e due esponenti dell’ecosistema startup in rappresentanza del tessuto imprenditoriale italiano che persegue obiettivi ambizioni in ambito Life Science: Simone Gardini founder di GenomeUp e Giulia Marchese founder di Geen.
Durante l’evento sono emersi spunti importanti rispetto al futuro in ambito Salute o Bio-Pharma, Marco Gay, Presidente Esecutivo di Zest, ha richiamato l’attenzione su una parola chiave: merito. Per anni il merito nella ricerca è stato misurato prevalentemente attraverso le pubblicazioni scientifiche, un parametro certamente significativo. Oggi, tuttavia, appare necessario affiancare a questo criterio una nuova metrica: l’impatto.
L’innovazione, infatti, non nasce in modo isolato, ma dall’incontro tra competenze diverse che scelgono di collaborare e costruire valore insieme.
Nel corso dell’evento si è discusso di agevolazioni pubbliche con Daniele Sciarrini, che ha presentato il Fondo Crescita Sostenibile di Medio Credito Centrale, sottolineando l’importanza di adottare una visione di lungo periodo e di conoscere gli strumenti disponibili a sostegno delle startup. È stato evidenziato come tali strumenti, complementari alla finanza ordinaria, possano rappresentare un elemento strategico se attivati con il giusto timing. Il nuovo Fondo è destinato al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo sulla competitività del sistema produttivo nazionale.
Anna Rita Longhi, Responsabile dell’Ufficio Trasferimento tecnologico, Rapporti con le Imprese e Laboratori congiunti dell’Università di Roma Tor Vergata, leader dello Spoke 2, è intervenuta nella prima parte dell’incontro ed ha posto l’attenzione sulla filiera del trasferimento tecnologico e sugli strumenti sviluppati in questi tre anni — dai bandi a cascata alle iniziative dedicate a ricercatori e imprese — evidenziando le sfide che accompagnano i percorsi di innovazione, l’importanza di potenziare il dialogo tra ricerca e tessuto produttivo e l’impatto economico e sociale che tali processi possono generare.
Su questo punto si è soffermata anche Antonella Zullo, Amministratore Delegato di Zest Innovation, che ha evidenziato come nel Life Science tale ponte sia particolarmente delicato, richiedendo attenzione ai tempi di sviluppo, alle stringenti regolamentazioni e alla complessità dei percorsi di validazione.