MeetThePortfolio NeoCAD (2)

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La Storia dietro l'investimento in NeoCAD
Conosciamo Luca Licciulli, Alessandro Toia e Ahmed Algazaly i tre Co-Founder NeoCad, piattaforma AI per trasformare la progettazione industriale.

Neocad, startup del portfolio Zest, ha sviluppato una piattaforma basata su intelligenza artificiale che supporta ingegneri e progettisti nella creazione di modelli CAD 3D, valorizzando al tempo stesso il know-how aziendale. La soluzione trasforma l’archivio storico dei progetti in un motore attivo, capace di accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti e ottimizzare i processi di engineering. 

Abbiamo investito in Neocad attraverso HabiSmart, il programma di accelerazione dedicato al Proptech e all’edilizia sostenibile della Rete Nazionale Acceleratori di CDP, con un primo investimento pre-seed e un successivo follow-on. Fin dall’inizio abbiamo puntato sul team, che durante il programma ha dimostrato una forte capacità di esecuzione e di iterazione, portando in pochi mesi il prodotto a una soluzione enterprise-ready. 

La startup si inserisce in un mercato in trasformazione, dove l’intelligenza artificiale sta diventando una leva chiave per innovare un settore storicamente legato a sistemi legacy. In questo contesto, Neocad si distingue per la capacità di trasformare il know-how tecnico in un vantaggio competitivo concreto. 

In questa nuova edizione di Meet the Portfolio – Stories Behind the Investment, parliamo con i founder di Neocad del percorso che li ha portati a costruire la startup e della visione che guida la loro crescita. 

1. Come è nata l’idea di NEOCAD? 
C’è stato un momento preciso o un’esperienza personale/professionale che ha acceso la scintilla? 

Con la nostra precedente azienda, VRtualize, collaboravamo frequentemente con uffici tecnici e team di progettazione di grandi realtà industriali. In questi contesti emergeva con costanza lo stesso scenario: ingegneri altamente qualificati, ma impegnati in attività ripetitive e flussi di lavoro complessi. 

Parallelamente, l’intelligenza artificiale iniziava a diffondersi rapidamente in diversi ambiti. Ci siamo quindi posti una domanda molto concreta: come può essere applicata in modo realmente utile al lavoro quotidiano degli ingegneri, andando oltre l’hype? 

Da questa riflessione è nata l’idea di NEOCAD: un copilota AI per il CAD, concepito come un supporto operativo in grado di accelerare le attività quotidiane, valorizzando — e non sostituendo — le competenze umane. 

 

2. Quando avete capito che poteva diventare qualcosa di “reale”? 
Qual è stato il primo segnale concreto che vi ha fatto pensare: ok, qui c’è qualcosa? 

Uno dei primi segnali concreti è arrivato già nelle fasi iniziali, quando abbiamo iniziato a condividere l’idea con uffici tecnici e aziende industriali. Non avevamo ancora un prodotto né un prototipo funzionante, ma abbiamo riscontrato un forte interesse. 

Diverse aziende ci chiedevano di essere coinvolte fin da subito, entrando nel nostro partnership program per testare la soluzione appena disponibile. Questo riscontro ha confermato in modo chiaro l’esistenza di un bisogno reale. 

Un ulteriore passaggio significativo è stato l’ingresso nel programma di accelerazione di Habismart, che ha rappresentato una validazione esterna della nostra visione e del potenziale del progetto. 

 

3. Qual è stato il passaggio più delicato nel trasformare l’intuizione in prodotto? 
Cosa avete dovuto imparare (o disimparare) lungo il percorso? 

Uno degli aspetti più complessi è stato imparare a mettere in discussione le nostre convinzioni iniziali. Quando si sviluppa un’idea, è naturale essere fortemente convinti della sua validità. Tuttavia, la costruzione di un prodotto richiede un continuo confronto con il mercato. 

Abbiamo dovuto abbandonare alcune ipotesi che consideravamo centrali, perché i feedback degli utenti indicavano direzioni diverse. Questo processo di ascolto e adattamento è stato fondamentale per rendere NEOCAD una soluzione più solida e realmente allineata ai bisogni degli ingegneri. 

Un passaggio significativo è stato l’ingresso nel programma di accelerazione di Habismart, che ha rappresentato una validazione esterna della nostra visione e del potenziale del progetto. 

Dalla visione all’azienda

4. Come avete validato le prime ipotesi di mercato? 
Cosa vi ha sorpreso di più nel confronto con i primi utenti/clienti? 

La validazione è partita da un’attività molto diretta, cioè dal confronto continuo con gli ingegneri. Grazie alla nostra esperienza precedente, avevamo già accesso a una rete di professionisti e aziende con cui dialogare in modo approfondito. 

Questo ci ha permesso di identificare con maggiore precisione i principali colli di bottiglia nei flussi di lavoro quotidiani. L’aspetto più sorprendente è stato comprendere quanto fosse ampio il potenziale impatto della soluzione. Non si trattava solo di ottimizzare singole attività, ma di intervenire su processi complessi che oggi richiedono ancora un elevato livello di lavoro manuale. 

 

5. Se guardate alla vostra evoluzione, qual è stata l’iterazione più importante che ha cambiato direzione alla startup? 

Un momento chiave è stato comprendere che ciò che appare tecnologicamente avanzato non sempre genera valore concreto per l’utente finale. 

In una fase iniziale, ad esempio, la generazione completa di modelli CAD tramite AI rappresentava una soluzione molto innovativa e visivamente efficace. Tuttavia, il confronto con i progettisti ha evidenziato che questo approccio introduceva spesso complessità operative non necessarie. 

Gli ingegneri cercavano piuttosto uno strumento in grado di supportare e accelerare le attività quotidiane, senza stravolgere i flussi di lavoro esistenti. Questa consapevolezza ha orientato in modo decisivo lo sviluppo del prodotto, insieme alla crescita del team, arricchito da competenze tecniche e industriali di alto livello. 

Un momento chiave è stato comprendere che ciò che appare tecnologicamente avanzato non sempre genera valore concreto per l’utente finale. 

Perché Zest?

6. Cosa vi ha convinto a scegliere Zest come partner? 
Cosa stavate cercando in un investitore? 

Fin dall’inizio eravamo alla ricerca di un partner che andasse oltre il semplice apporto di capitale. Il nostro obiettivo era individuare un interlocutore in grado di contribuire attivamente alla costruzione dell’azienda. 

In Zest abbiamo trovato un team con esperienza, capace di comprendere la nostra visione e supportarci nell’esecuzione. Il confronto con figure come Andrea Peroni è costante e concreto e riguarda aspetti strategici chiave, dalla definizione del prodotto alla strutturazione della strategia di fundraising. 

 

7. In che modo il supporto di Zest è andato oltre il capitale? 

Il principale valore aggiunto è rappresentato dal confronto continuo. Poter dialogare con un partner esperto su decisioni strategiche che spaziano dallo sviluppo del prodotto alla crescita del team consente di affrontare le sfide con maggiore consapevolezza. 

Questo supporto si traduce in un affiancamento operativo che impatta direttamente sulla qualità delle decisioni e sulla velocità di esecuzione. Il confronto è stato inoltre determinante nella preparazione e gestione del round di fundraising, concluso con successo, contribuendo alla definizione della strategia, del posizionamento e delle metriche chiave presentate agli investitori. 

Il percorso ha permesso di strutturare una raccolta capitali solida e coerente con le ambizioni di crescita della società. 

Costruire con Zest significa crescere insieme, con un confronto costante e orientato all’esecuzione. 

Il lato Umano

8. Cosa vi ha ispirato a diventare founder? 

La motivazione principale è la possibilità di costruire qualcosa che generi un impatto reale. Il percorso imprenditoriale è un processo continuo di crescita personale, professionale e di team. 

Vedere un’idea evolversi in un prodotto concreto e poi in una soluzione che crea valore per le persone rappresenta uno degli aspetti più stimolanti di questo percorso. 

 

9. Come gestite il team nei momenti di pressione o incertezza? 

Nei momenti di maggiore pressione cerchiamo di mantenere una visione chiara sul medio-lungo periodo. Le fasi di incertezza sono inevitabili, ma avere ben definito l’impatto che vogliamo generare per i clienti, per il team e per gli stakeholder aiuta a rimanere focalizzati. 

Il nostro principio guida nella leadership è basato sulla collaborazione. Crediamo che la forza del team sia l’elemento determinante per affrontare e superare le difficoltà. 

 

10. In un percorso così intenso, cosa vi tiene “grounded”? 

Due elementi principali: la passione e il confronto con i clienti. 

Da un lato, la motivazione verso ciò che stiamo costruendo; dall’altro, il dialogo costante con gli ingegneri che utilizzano la nostra tecnologia. Il loro feedback rappresenta una conferma concreta del valore del lavoro svolto e ci aiuta a mantenere il focus sugli obiettivi reali. 

Due elementi principali: la passione e il confronto con i clienti

Guardando al futuro

12. Qual è il prossimo grande obiettivo per NEOCAD? 

Il prossimo passo è consolidare il lavoro svolto nell’ultimo anno, dimostrando la solidità e la scalabilità della soluzione. 

L’obiettivo è estendere l’adozione di NEOCAD a un numero crescente di aziende industriali nel mercato domestico, misurando in modo strutturato l’impatto dell’adozione per prepararci a una successiva fase di internazionalizzazione. 

Questo percorso consentirà di dimostrare concretamente come l’intelligenza artificiale possa accelerare in modo significativo, fino all’80%, le attività quotidiane degli ingegneri, migliorando al contempo produttività e qualità del lavoro. 

 

13. Qual è la vostra ambizione più grande? 

L’ambizione è diventare un punto di riferimento a livello europeo nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla progettazione CAD. 

Riteniamo che il futuro della progettazione sarà sempre più basato su una collaborazione tra ingegneri e sistemi intelligenti e vogliamo contribuire attivamente a guidare questa trasformazione. 

 

14. Se poteste lasciare un messaggio ad altri founder che stanno iniziando oggi, quale sarebbe? 

Rimanere costantemente a contatto con il mercato è fondamentale. Parlare con i clienti, comprendere a fondo i loro bisogni ed essere pronti a mettere in discussione le proprie ipotesi è ciò che consente di evolvere rapidamente. 

Le startup di successo non sono quelle che partono con tutte le risposte, ma quelle che imparano più velocemente e si adattano con maggiore efficacia. 

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